Etimologia del nome
L’insolito nome, nel corso dei secoli ha dato luogo a diverse interpretazioni, ma oggi giorno si fa derivare da arca-vacàta.
Secondo la tradizione religiosa, deriverebbe da “Arco Cavato“, dal nome di un arco che custodiva l’immagine della Madonna.
Secondo un’altra versione, la denominazione di Arcavacata deriverebbe dall’esistenza nei secoli passati di una fortezza (dal latino “Arx – Arcis” ossia Rocca), o di una torre di vedetta. La tradizione popolare la individua tuttora in una piccola casupola posta sul cosiddetto “Cozzo della Patata”. Secondo alcuni studi questa collina era utilizzata come rocca militare dagli antichi Enotri, antica popolazione che fondó Rende sulle rive di un fiume, da essi stessi denominato “Acheronte“. Tale fiume sarebbe il fiume Emoli che scorre proprio alle pendici delle colline di Arcavacata.
La Leggenda della Madonna dall’Arco Cavata
Secondo un’antica leggenda, riguardante un avvenimento che pare risalire ai primi anni del XVIII secolo, il nome di Arcavacata deriverebbe da un pezzo di Arco in muratura.
Si narra che nella notte di Pasqua di un imprecisato anno, uno zoppo e un cieco camminavano mendicanti per le strade della contadina Arcavacata. Giunta la sera, i due stanchi e provati dalla loro disabilità fisica decisero di fermarsi nei pressi di un terreno. Durante il riposo, il cieco fu svegliato improvvisamente da una luce fortissima proveniente da un roveto: riusciva a vedere.
Così, in preda allo stupore svegliò il suo compagno che si alzò in piedi senza bisogno delle stampelle. I due erano misteriosamente guariti. Nel frattempo le loro urla svegliarono tutti gli abitanti del posto che accorsero a scavare nel punto in cui appariva la luce miracolosa. Dai rovi e dalla terra, emerse un arco in muratura con all’interno l’immagine di una bellissima Madonna col Bambino che da allora venne soprannominata la Madonna della Consolazione.
Il popolo osannante, chiese al proprietario del fondo (un esponente della nobile famiglia Magdalone) di concedere il terreno su cui si era verificato il prodigio per edificare una piccola chiesa dove lodare la Madonna. Così accadde e ancora oggi, seppur ampliata e abbellita nella seconda metà dell’ottocento, in quel punto sorge la Chiesa ad essa dedicata sul cui altare spicca proprio quel pezzo di arco contenente la Madonna col Bambino.
Ogni anno, proprio nel Lunedì dell’Angelo, tutti i numerosi devoti si riuniscono nella stessa chiesa in una solenne celebrazione in onore alla Vergine Maria, Madre della Consolazione.
